{"id":1119,"date":"2020-11-22T13:48:54","date_gmt":"2020-11-22T12:48:54","guid":{"rendered":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/?post_type=magazine&#038;p=1119"},"modified":"2021-02-22T16:13:49","modified_gmt":"2021-02-22T15:13:49","slug":"una-conversazione-con-michael-schratz-sulla-leadership-scolastica-e-le-visite-alle-scuole","status":"publish","type":"magazine","link":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/una-conversazione-con-michael-schratz-sulla-leadership-scolastica-e-le-visite-alle-scuole\/","title":{"rendered":"Una conversazione con Michael Schratz sulla Leadership scolastica e le visite alle scuole"},"content":{"rendered":"\n<p><em>In collaborazione con Michael Schratz&nbsp;*<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alla luce delle principali questioni educative discusse durante la conferenza ICSEI del 2020 tenutasi a Marrakech, la Redazione di Valu.Enews ha incontrato il professor Michael Schratz, docente di politiche educative all&#8217;Universit\u00e0 austriaca di Innsbruck e gi\u00e0 Presidente dell&#8217;ICSEI.&nbsp;Leadership e apprendimento sono tra i principali settori di competenza del Professor Schratz. Come docente presso il Dipartimento di Formazione degli insegnanti e ricerca scolastica dell&#8217;Universit\u00e0 di Innsbruck ha pubblicato numerosi libri e articoli, sia in tedesco che in inglese, alcuni dei quali tradotti in diverse altre lingue. \u00c8 stato invitato a tenere numerose&nbsp;lectures&nbsp;in occasione di svariate conferenze accademiche internazionali, cos\u00ec come nell&#8217;ambito degli eventi coordinati dalla Commissione Europea e, pi\u00f9 in generale, dell&#8217;Unione Europea e ha svolto attivit\u00e0 di consulenza scientifica presso ministeri statali e provinciali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come Responsabile e fondatore della School of Education dell&#8217;Universit\u00e0 di Innsbruck, si \u00e8 prevalentemente impegnato per la riforma austriaca della formazione degli insegnanti. Nella sua veste di Direttore accademico dell&#8217;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/valuenews.invalsi.it\/tk\/get.html?0&amp;uid=0&amp;&amp;cid=424&amp;ag=am&amp;newsid=60&amp;exid=0&amp;ui=0&amp;uid=0&amp;&amp;cid=424&amp;linkid=4831\" target=\"_blank\">Accademia Austriaca sulla Leadership<\/a>, si \u00e8 inoltre dedicato a una formazione professionale innovativa di oltre 3000 tra dirigenti scolastici e insegnanti. \u00c8 stato premiato come Membro a Vita dell&#8217;ICSEI dal suo collega Past President Professor Andy Hargreaves del Boston College (Singapore, 2018) per il suo impegno scientifico in ambito scolastico e per il miglioramento dei sistemi educativi.<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Professor Schratz, dopo la prima Conferenza ICSEI in Africa, pu\u00f2 riassumere il percorso dell&#8217;ICSEI per favorire una partecipazione scientifica globale alle riunioni internazionali dell&#8217;ICSEI?<\/em><\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDa molti anni il Comitato scientifico dell&#8217;ICSEI ha cominciato ad avvertire l&#8217;importanza di attrarre sempre pi\u00f9 partecipanti provenienti dal Sud del mondo, offrendo, in particolare, borse di studio e riduzioni o esenzioni dalle tasse di partecipazione. Tali interventi sono stati effettuati alla luce della priorit\u00e0 dell&#8217;ICSEI tesa a promuovere l&#8217;inclusione. Gi\u00e0 durante il mandato che io e il Professor Hargreaves abbiamo condiviso come Presidente in Carica e Presidente Eletto, abbiamo coordinato una raccolta di dati mediante interviste a oltre 20 membri dell&#8217;ICSEI provenienti da tutto il mondo rispetto alle priorit\u00e0 che essi identificavano sul lavoro che doveva essere condotto, raccogliendo una serie di raccomandazioni per il miglioramento. La relazione dei risultati di questa ricerca ha poi portato a intense discussioni tra i membri del Comitato Direttivo Consiglio di Amministrazione, portando alla costituzione di diversi gruppi di lavoro finalizzati a elaborare nuove soluzioni per il futuro. Uno di questi gruppi di lavoro, composto da 16 membri dell&#8217;ICSEI provenienti da nove paesi, si \u00e8 occupato di equit\u00e0, giustizia sociale e diversit\u00e0, con la missione di prendere in esame lo stato dell&#8217;arte su questi temi in seno all&#8217;ICSEI al fine di sviluppare nuove idee migliorare l&#8217;inclusione. Il gruppo di lavoro si \u00e8 preoccupato, nella fattispecie, di come un&#8217;organizzazione globale come l&#8217;ICSEI potesse rendere giustizia e riflettere il pi\u00f9 inclusivamente possibile la diversit\u00e0 dei protagonisti dell&#8217;educazione provenienti da tutto il mondo. Uno dei suoi obiettivi principali \u00e8 stato quello di capire sino a che punto fosse effettiva la possibilit\u00e0 per i ricercatori di tutto il mondo di prendere parte ai Congressi. Un altro obiettivo di questo gruppo di ricerca \u00e8 stato quello di esaminare quanto il Congresso stesso fosse modellato in termini di equit\u00e0 e diversit\u00e0, principalmente quanto alla selezione dei relatori e alla pluralit\u00e0 di sessioni di lavoro (comprendendo un esame delle lingue di lavoro e la disponibilit\u00e0 di sistemi efficaci per la traduzione dei discorsi e delle&nbsp;<em>lectures<\/em>). I risultati di questo lavoro pluriennale sono stati raccolti in un rapporto interno che si concentrava, relativamente a tali tematiche, sui punti di forza, sui punti di debolezza, sulle opportunit\u00e0 e sui rischi. Tra le diverse raccomandazioni presentate al Comitato Direttivo dell&#8217;ICSEI, possiamo ricordare in primo luogo: il requisito di relatori e Keynote speakers provenienti da diversi contesti nazionali di riferimento; la promozione della diversit\u00e0 per quanto riguarda le diverse sessioni della Conferenza, offrendo partenariati di tutoraggio o spazi congressuali dedicati ai gruppi nazionali pi\u00f9 sottorappresentati; un pi\u00f9 esplicito impegno dell&#8217;ICSEI per promuovere la diversit\u00e0; la necessit\u00e0 di introdurre nuovi workshop su esperienze innovative ma poco conosciute; l&#8217;acquisizione di sponsor per offrire borse di studio ai partecipanti provenienti dai paesi pi\u00f9 svantaggiati; la necessit\u00e0 di ridurre il pi\u00f9 possibile la quota di iscrizione alla Conferenza per i partecipanti provenienti dai paesi pi\u00f9 svantaggiati; la necessit\u00e0 di ospitare le conferenze anche nei paesi pi\u00f9 svantaggiati, favorendo una pi\u00f9 capillare diffusione delle pubblicazioni dei materiali scientifici della Conferenza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Ritiene che le visite alle scuole degli Stati in cui si tengono annualmente le Conferenze internazionali siano momenti rilevanti per chi vi prende parte? Possiamo identificare alcuni elementi comuni che pi\u00f9 di altri caratterizzano le scuole efficaci?<\/em><\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe visite scolastiche e le visite ad altre istituzioni educative durante le Conferenze internazionali non sono da considerarsi un di pi\u00f9 rispetto ai lavori scientifici che si tengono durante la Conferenza vera e propria, ma anzi rappresentano un&#8217;esperienza essenziale per chi voglia comprendere meglio il contesto socioculturale, politico ed educativo del paese che anno per anno ospita la Conferenza. Mentre le presentazioni e i seminari della Conferenza si concentrano su un approfondimento multidisciplinare sui pi\u00f9 innovativi approcci per il miglioramento dei sistemi scolastici nazionali o regionali (spesso alla presenza dei Ministri della Pubblica Istruzione dei paesi ospitanti), ritengo ciascuna singola scuola che opera a livello locale rappresenti una parte essenziale nell&#8217;impegno a promuovere una riforma educativa che sia il pi\u00f9 possibile efficace e duratura: in questo senso \u00e8 davvero fondamentale anche il contributo del personale che lavora a scuola, dal dirigente scolastico al singolo. Ecco che le visite scolastiche promosse dall&#8217;ICSEI offrono quindi molteplici prospettive su come vengono attuate concretamente le politiche educative non solo osservando l&#8217;insegnamento nelle diverse classi ma avendo l&#8217;opportunit\u00e0 di scambiare opinioni sul campo con molti attori locali. Nella maggior parte dei casi tali visite portano anche a discussioni e vivaci scambi tra i diversi interlocutori che partecipano alle visite stesse, spesso provenienti da paesi e contesti educativi profondamente diversi. Nella mia lunga esperienza nella visita alle scuole promosse dall&#8217;ICSEI in molti paesi e in diversi continenti, gli scambi tra politici, ricercatori e professionisti dell&#8217;educazione rispetto alle diverse esperienze delle scuole dei propri territori sono stati almeno altrettanto gratificanti e (in)formativi rispetto alla grande mole di lavori e dibattiti scientifici delle plenarie e delle sessioni parallele. Se guardo in retrospettiva a quanto ho appreso da queste coinvolgenti visite alle scuole posso identificare alcuni tratti comuni che meglio caratterizzano le scuole di successo, tese a promuovere sistemi educativi di qualit\u00e0. Una scuola efficace, in particolare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230;\u00e8 caratterizzata da una intrinseca energia organizzativa, indipendentemente dalle pressioni esercitate secondo un approccio top-down;&#8230;si fonda su una leadership il pi\u00f9 possibile collaborativa;&#8230;lavora a stretto contatto con i propri partner: con le altre scuole, con la propria comunit\u00e0 di riferimento, con altri istituti di ricerca, nonch\u00e9 spesso con le imprese e le organizzazioni culturali;&#8230;utilizza la valutazione e l&#8217;apprendimento professionale per riflettere su se stessa e per fissare nuovi obiettivi all&#8217;insegna di un miglioramento continuo;&#8230;coinvolge tutti coloro che sono interessati nei processi di miglioramento scolastico, stabilendo opportunit\u00e0 di collaborazione in un processo decisionale trasparente;&#8230;ha ben chiaro un obiettivo di miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;istruzione e dell&#8217;apprendimento\u00bb.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Pu\u00f2 aiutarci a definire, o almeno a descrivere, in che cosa consista la leadership scolastica?<\/em><\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDiamo un&#8217;occhiata alla figura rappresentata in questo articolo: essa \u00e8 la rappresentazione del modello teorico formulato da Hinterhuber che utilizziamo nella nostra Accademia Austriaca sulla Leadership. Penso che questo modello sia davvero interessante e utile, nel momento in cui esso attribuisce alla Leadership e alla gestione dei processi scolastici degli atteggiamenti, una mentalit\u00e0 e delle azioni differenziate, declinandoli mediante l&#8217;affascinante concetto orientale di Yin-Yang. Secondo la metafora dello Yin-Yang, per esempio, non pu\u00f2 sussistere una divisione netta tra la gestione dei processi e la Leadership, sebbene le loro caratteristiche siano anche sono distinte. Non esiste un&nbsp;<em>aut-aut<\/em>&nbsp;ma un&nbsp;<em>et-et<\/em>. Gestire un processo contiene in s\u00e9 elementi di Leadership e viceversa. La gestione dei processi comporta un&#8217;adeguata conoscenza delle norme, laddove la leadership consiste maggiormente in un atteggiamento (anche morale) fondato sull&#8217;autorevolezza. Coordinare o gestire senza chiari riferimenti morali pu\u00f2 essere altrettanto problematico che il mancato rispetto di una data norma. Molte volte essere semplicemente competenti nell&#8217;esercitare la gestione risulta qualcosa di pi\u00f9 semplice acquisizione rispetto alla capacit\u00e0 di avere Leadership, non da ultimo perch\u00e9 la leadership non \u00e8 mai un atto da solisti. Piuttosto la Leadership \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che esorta anche gli altri a raggiungere e affrontare le proprie sfide individuali, aiutandoli nel fornire loro le chiavi per superare le proprie sfide. I dirigenti scolastici devono tenere presente le esigenze che provengono da pi\u00f9 parti, non solo all&#8217;interno della propria scuola ma anche nella societ\u00e0 pi\u00f9 in generale \u2013 pensiamo alle esigenze della comunit\u00e0 o a quelle della politica, ecc., e devono attivarsi per trovare soluzioni adeguate a prospettive non soltanto diverse tra di loro ma spesso anche confliggenti tra loro\u00bb.&nbsp;&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>In che modo, secondo Lei, gli studi sulla formazione possono dare un contributo alla vita quotidiana delle scuole?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuando un camminatore osserva una mappa, sa di non avere a che fare con il territorio vero e proprio in cui si trova: allo stesso modo, molte teorie dell&#8217;apprendimento, non si pu\u00f2 negare, propongono degli approcci per lo pi\u00f9 teorici e che quindi, inevitabilmente, non riescono a predeterminare quali saranno precisamente le esperienze concrete che si verificheranno nell&#8217;ambito dell&#8217;insegnamento e dell&#8217;apprendimento in classe. Per comprendere allora che cosa significhi effettivamente insegnare nella vita quotidiana giorno dopo giorno, occorre che l&#8217;insegnamento non venga pi\u00f9 studiato in modo astratto; piuttosto deve essere portato sullo stesso piano delle esperienze concrete vissute dai singoli insegnanti e dagli studenti. In un progetto mirato a valutare gli effetti della riforma scolastica sull&#8217;apprendimento degli studenti, abbiamo sviluppato un approccio di ricerca finalizzato a concentrare lo sguardo il pi\u00f9 possibile sulle reali esperienze di apprendimento in classe degli studenti, a mano a mano che esse prendevano vita, e non solo a misurare i risultati dell&#8217;apprendimento. In tedesco, diciamo che, per fare questo, la ricerca deve prestare quanta pi\u00f9 attenzione possibile a ci\u00f2 che accade, diciamo cos\u00ec, &#8220;lernseits&#8221; (cio\u00e8: &#8220;oltre l&#8217;istruzione&#8221;), il che ci chiede di imparare a riconoscere il valore dell&#8217;unicit\u00e0 di ogni singola esperienza dei diversi contesti educativi, in cui insegnamento e apprendimento avvengono in una dinamica interdipendente. Si tratta di un modello di comprensione che potremmo definire \u2018reattivo&#8217;, al centro del quale risiede la necessit\u00e0 di andare oltre un modello fondato sull&#8217;insegnamento del singolo docente per l&#8217;apprendimento degli studenti. Si tratta, piuttosto, di imparare a contemperare anche altri momenti esperienziali, tenendo a mente il concetto di &#8220;descrizione ampia&#8221; (o \u201cthick description\u201d), formulato da Geertz, una nozione che richiede al ricercatore di tener conto nella sua indagine anche dei momenti tangibili e concreti. Tale approccio, in quanto tale, riesce a catturare le esperienze percepite sul campo \u2013&nbsp;<em>in medias res<\/em>&nbsp;\u2013 dal ricercatore. I ricercatori sono consapevoli che la possibilit\u00e0 di catturare questi momenti \u00e8 un atto di grande significato, ma a tal fine pu\u00f2 aiutare il lavoro di ricerca anche un ventaglio di altri dati (ossia conversazioni, fotografie, analisi documentali), elementi che possono quindi aiutare l&#8217;osservazione diretta del ricercatore, orientandola. Un set \u2018ampio&#8217; di questo tipo, insomma, riesce a fornire informazioni sulla base dell&#8217;esperienza e possono meglio aiutare a comprendere l&#8217;esperienza concreta. Quando, per esempio, disegniamo delle vignette o scriviamo dei testi, questi processi sono caratterizzati da cicli di abbozzatura, di rilettura e di \u2018lucidatura&#8217;: si tratta di un modo di scrittura \u2018ricorsivo&#8217;. Applicando questa descrizione al nostro campo di interesse, come primo passo, occorre che i partecipanti alla ricerca (in particolare gli studenti e i loro insegnanti) siano invitati inizialmente a impersonare i personaggi di una prima bozza, una vignetta \u201cgrezza\u201d, una procedura inizialmente volta a riconoscere e validare il loro modello comunicativo. Il processo che ne consegue, in un secondo momento, \u00e8 finalizzato ad accedere all&#8217;essenza delle esperienze concrete del nostro gruppo di ricerca di riferimento. Davanti a gruppi di almeno tre persone, il ricercatore legge ad alta voce la descrizione della sua \u2018prima bozza&#8217; di osservazioni, notando le reazioni dei diversi membri del gruppo, che sono immersi in un delicato processo di verifica inerente l&#8217;uso delle parole e dei concetti finalizzati a catturare in modo pluralistico l&#8217;esperienza concreta nel modo pi\u00f9 preciso, vivido e completo possibile\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Michael Schratz \u00e8 docente di politiche educative all&#8217;Universit\u00e0 di Innsbruck (Austria) e gi\u00e0 Presidente dell&#8217;ICSEI, oltre che esperto internazionale sulla leadership e l&#8217;apprendimento.&nbsp;\u00c8 responsabile e fondatore della School of Education dell&#8217;Universit\u00e0 di Innsbruck e&nbsp;Membro a Vita dell&#8217;ICSEI.<\/em><br><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1120,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[241,235,335],"tags":[],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.5 - 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