{"id":1125,"date":"2021-05-05T14:03:49","date_gmt":"2021-05-05T12:03:49","guid":{"rendered":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/?post_type=magazine&#038;p=1125"},"modified":"2021-05-06T19:54:02","modified_gmt":"2021-05-06T17:54:02","slug":"linvalsi-e-la-valutazione-pluralista","status":"publish","type":"magazine","link":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/linvalsi-e-la-valutazione-pluralista\/","title":{"rendered":"L&#8217;INVALSI e la valutazione pluralista"},"content":{"rendered":"\n<p>I primi numeri della newsletter&nbsp;<em>Valu.Enews<\/em> \u2013 recentemente evoluta in un vero e proprio Research Magazine inerente le attivit\u00e0 del Progetto PON Valu.E (INVALSI) nel suo complesso \u2013 offrono un panorama interessante delle attivit\u00e0 di ricerca dell&#8217;INVALSI, e lasciano intravvedere la prospettiva ampia in cui si colloca il suo modo di intendere la valutazione formativa.&nbsp;Ci\u00f2 che ho sempre apprezzato dell&#8217;<strong>INVALSI&nbsp;<\/strong>\u00e8 la sua&nbsp;<strong>concezione della valutazione come apprendimento<\/strong>, e la sua apertura a una pluralit\u00e0 di approcci e metodi di valutazione, a seconda delle situazioni valutate, delle finalit\u00e0 di&nbsp;<em>policy<\/em>&nbsp;e della stessa valutativit\u00e0 delle iniziative.&nbsp; In un periodo in cui la valutazione \u00e8 ormai divenuto strumento integrante delle&nbsp;<em>policies<\/em>, ma \u00e8 anche al centro di contestazioni sulla sua funzione, la posizione dell&#8217;INVALSI mi sembra improntata a un atteggiamento pluralista e democratico.&nbsp;A fianco di strumenti pi\u00f9 tradizionali, come le prove internazionali, che hanno lo scopo di una comparazione internazionale pur nella difficolt\u00e0 di cogliere problemi e prospettive pi\u00f9 rilevanti, vedo non solo l&#8217;introduzione di nuovi strumenti, come l&#8217;autovalutazione o le visite, ma anche un ragionamento che tende a migliorare in senso innovativo l&#8217;uso dei metodi tradizionali. In generale mi colpisce la costante attenzione alle situazioni di contesto entro cui apprezzare miglioramenti che sarebbero offuscati da medie nazionali.&nbsp; Ci\u00f2 si coglie anche nel modo in cui viene delineato il rapporto tra conoscenze professionali e tacite, quando si chiede al valutatore esterno di rapportarsi al contesto e all&#8217;autovalutazione di essere strumento di autoriflessione al fine di sviluppare le proprie potenzialit\u00e0.&nbsp;A me sembra che in Italia stiamo vivendo una situazione simile a quella che<strong>&nbsp;Barry MacDonald&nbsp;<\/strong>analizz\u00f2 negli anni &#8217;70 del secolo scorso, quando identific\u00f2 tre tipi di valutazione: burocratica, tecnocratica e democratica.&nbsp;&nbsp;Cosa sia una&nbsp;<strong>valutazione burocratica<\/strong>&nbsp;non ha bisogno di molte spiegazioni: \u00e8 quella che richiede di compilare questionari o fare cose di cui solo chi le ha richieste capisce il senso; e non mi riferisco alla necessaria raccolta di dati, che rientra nelle pure attivit\u00e0 di monitoraggio, ma alla pretesa di adeguarsi a un modello di funzionamento burocratico calato dall&#8217;alto e non corrispondente alle aspettative e alle capacit\u00e0 di chi opera in una istituzione. \u00c8 un tipo di valutazione in cui neppure il valutatore esercita alcun grado di autonomia e di responsabilit\u00e0.&nbsp;La&nbsp;<strong>valutazione tecnocratica<\/strong>&nbsp;\u00e8 invece quella che si \u00e8 affacciata recentemente da noi. Il valutatore metodologo insiste sulla supremazia di metodi considerati i pi\u00f9 rigorosi di ricerca, ai quali unicamente si riconosce la nobilt\u00e0 della valutazione. In questo caso il valutatore osserva dall&#8217;esterno uno sviluppo e consegna i risultati della propria ricerca, ritenendosi un esperto in grado di formulare raccomandazioni che la politica dovrebbe poi trasformare in provvedimenti legislativi. In tal modo, il metodo di ricerca assume una preminenza, staccata dall&#8217;oggetto della politica e dal contesto in cui avviene la valutazione. \u00c8 un tipo di valutazione che crea una professione esclusiva, ma non diffonde la valutazione come pratica tra chi \u00e8 coinvolto in una situazione, chi beneficia di una politica, e forse nemmeno chi deve poi prendere decisioni.&nbsp;La&nbsp;<strong>valutazione democratica<\/strong>&nbsp;\u00e8 quella di cui abbiamo pi\u00f9 bisogno. Essa risponde al bisogno di conoscenza di una vasta platea di decisori, attuatori, beneficiari e persone interessate a qualunque titolo a una politica. Si propone di ascoltarli, di farli partecipare nella formulazione dei giudizi, di offrire loro strumenti di conoscenza che possano contribuire a modificare le situazioni e a produrre cambiamenti. Essa diffonde la cultura della valutazione nell&#8217;ambiente in cui opera.<\/p>\n\n\n\n<p>La valutazione democratica non pu\u00f2 che essere pluralista, ossia riconoscere che i diversi contesti e le diverse finalit\u00e0 di cambiamento richiedono di usare approcci e metodi appropriati alla situazione, da decidere insieme a tutti gli&nbsp;<em>stakeholders<\/em>, e da far evolvere a contatto con gli sviluppi della pratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo apprezzo molto il modo con cui l&#8217;INVALSI utilizza metodi di raccolta dei dati basati sia su sondaggi che su visite. In particolare, le autovalutazioni e le visite si prestano alla introduzione di approcci e metodi valutativi di ispirazione democratica, o meglio all&#8217;uso in chiave democratica dei metodi valutativi che si ritiene siano utili in quella data situazione. E sia chiaro che i metodi non sono di per s\u00e9 democratici o meno, ma \u00e8 l&#8217;intenzione con cui li si usa a renderli tali: uno studio di caso pu\u00f2 essere condotto con una pregiudiziale aprioristica su ci\u00f2 che si considera buono o cattivo; un esperimento pu\u00f2 essere condotto con la mentalit\u00e0 aperta del suo primo proponente, Donald Campbell, che lo considerava uno strumento nelle mani di un amministratore democratico, interessato alle soluzioni di un problema, anche diverse da quelle originariamente proposte e testate con quel disegno di valutazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi auguro che questa&nbsp;<em>Valu.Enews<\/em>&nbsp;possa diventare uno strumento di riflessione su tutti questi aspetti, per far s\u00ec che i principali trend innovativi nell&#8217;ambito della&nbsp;<strong>valutazione formativa<\/strong>&nbsp;rappresentino pienamente uno strumento di formazione alla<strong> cittadinanza democratica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Nicoletta Stame<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Gi\u00e0 Professore Ordinario di Politica sociale<\/em><br><em>Universit\u00e0 Sapienza di Roma<\/em><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1782,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[241,296],"tags":[],"coauthors":[36],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;INVALSI e la valutazione pluralista - Valu.E Gate<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Nicoletta Stame, una delle pi\u00f9 importanti esperte di valutazione delle politiche pubbliche italiane, interviene con questo Editoriale per Valu.Enews a spiegare i pi\u00f9 recenti approcci alla valutazione in ambito internazionale. Nella fattispecie, sulla scorta degli studi di Barry MacDonald, vengono distinti tre differenti tipi di valutazione: burocratica, tecnocratica e democratica. L&#039;INVALSI, grazie al contributo e alla sinergia tra le sue diverse aree di ricerca, sta contribuendo a proporre e sostenere un&#039;idea di una valutazione fondata intorno alla formazione alla cittadinanza. In particolare, i processi di autovalutazione e le visite di valutazione esterna si prestano all&#039;introduzione di approcci e metodi valutativi di ispirazione democratica. Nicoletta Stame ha discusso l&#039;apporto di una valutazione pluralista nella sua recente monografia dal titolo omonimo di &quot;Valutazione pluralista&quot; (FrancoAngeli, Milano 2016).\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/linvalsi-e-la-valutazione-pluralista\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;INVALSI e la valutazione pluralista - Valu.E Gate\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nicoletta Stame, una delle pi\u00f9 importanti esperte di valutazione delle politiche pubbliche italiane, interviene con questo Editoriale per Valu.Enews a spiegare i pi\u00f9 recenti approcci alla valutazione in ambito internazionale. 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