{"id":1871,"date":"2021-06-29T12:56:59","date_gmt":"2021-06-29T10:56:59","guid":{"rendered":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/?post_type=magazine&#038;p=1871"},"modified":"2021-07-08T16:35:21","modified_gmt":"2021-07-08T14:35:21","slug":"tra-motivazione-e-scambio-di-buone-pratiche-lo-sviluppo-di-competenze-professionali-per-le-scuole","status":"publish","type":"magazine","link":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/tra-motivazione-e-scambio-di-buone-pratiche-lo-sviluppo-di-competenze-professionali-per-le-scuole\/","title":{"rendered":"Tra motivazione e scambio di buone pratiche: lo sviluppo di competenze professionali per le scuole"},"content":{"rendered":"\n<p><em>La Redazione di Valu.Emag ha incontrato nelle scorse settimane i professori Chris Brown e Cindy Poortman che, per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.icsei.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"ICSEI \u2013 Congresso Internazionale per l\u2019efficacia e il miglioramento della scuola (apre in una nuova scheda)\">ICSEI \u2013 Congresso Internazionale per l\u2019efficacia e il miglioramento della scuola<\/a> (International Congress for School Effectiveness and Improvement), sono tra i pionieri del lavoro sullo sviluppo delle competenze professionali del personale scolastico, nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 del network internazionale di ricerca inerente il Professional Learning (PL), da essi congiuntamente presieduto. Dal confronto reciproco \u00e8 nata una discussione appassionante che trae le mosse dal recente Congresso Internazionale ICSEI del 2021 dal titolo <a href=\"https:\/\/2021.icsei.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Crossing Boundaries and Building Bridges (apre in una nuova scheda)\">Crossing Boundaries and Building Bridges<\/a> (tr.it.: \u201cAttraversare i confini costruendo ponti\u201d), che ha riunito, come ogni anno, centinaia di ricercatori e professionisti del mondo scolastico, per la prima volta chiamati a raccolta in modalit\u00e0 telematica a causa dell\u2019emergenza Covid. Oltre a soffermarsi sui rilevanti obiettivi del Congresso di quest\u2019anno, i due ricercatori hanno avuto la possibilit\u00e0 di confrontarsi sui temi della motivazione e sullo scambio di buone pratiche per la creazione di reti di professionisti del mondo della scuola per il miglioramento delle proprie competenze di analisi e lettura dei processi educativi e organizzativi. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Chris Brown \u00e8 Professore di educazione alla <\/em><a href=\"https:\/\/www.durham.ac.uk\/departments\/academic\/education\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"><em>School of Education dell&#8217;Universit\u00e0 inglese di Durham<\/em><\/a><em> e, da quest\u2019anno, siede nel <\/em><a href=\"https:\/\/www.icsei.net\/governance\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"><em>Board dell\u2019International Conference for School Effectiveness and Improvement<\/em><\/a><em>. Brown si occupa prevalentemente di approfondire il concetto di \u2018reti di apprendimento professionale\u2019 (o Professional Learning Network in lingua inglese) come mezzo per promuovere l&#8217;apprendimento collaborativo degli insegnanti. Nell\u2019aprile 2021 \u00e8 stata pubblicata per la casa editrice britannica Emerald Publishing la monografia <\/em><a href=\"https:\/\/www.amazon.co.uk\/gp\/product\/1800436637\/ref=dbs_a_def_rwt_hsch_vapi_tu00_p1_i0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Educating Tomorrow. Learning for the Post-Pandemic World<\/a><em>, scritta insieme a Ruth Luzmore (Dirigente scolastica della St. Mary Magdalene Academy di Londra). <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cindy Poortman \u00e8 Professoressa associata presso l\u2019<\/em><a href=\"https:\/\/www.utwente.nl\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"><em>Universit\u00e0 di Twente nei Paesi Bassi<\/em><\/a><em>. Nell&#8217;ambito della ricerca e della didattica, si occupa di sviluppo professionale degli insegnanti e dei dirigenti scolastici mediato dalle reti di apprendimento professionale. Poortman \u00e8 inoltre responsabile del Programma di ricerca per l\u2019educazione dei futuri ingegneri <\/em><a href=\"https:\/\/www.4tu.nl\/cee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"><em>4TU.CEE (Centre for Engineering Education)<\/em><\/a><em> dell\u2019Universit\u00e0 olandese di Twente. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Brown e Poortman sono co-fondatori e coordinatori della rete &#8220;<\/em><a href=\"https:\/\/www.icsei.net\/professional-learning\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"><em>Professional Learning Networks<\/em><\/a><em>&#8221; nell&#8217;ambito delle attivit\u00e0 di ricerca dell\u2019ICSEI e hanno curato il volume <\/em><a href=\"https:\/\/www.routledge.com\/Networks-for-Learning-Effective-Collaboration-for-Teacher-School-and-System\/Brown-Poortman\/p\/book\/9781138244764\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Networks for Learning: Effective Collaboration for Teacher, School and System Improvement<\/a><em> (Routledge, Londra 2018).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Professor Brown, durante il\nCongresso internazionale ICSEI del marzo di quest\u2019anno, Lei \u00e8 stato eletto a\nfar parte del Board dell\u2019associazione di ricerca che raggruppa ricercatori,\ninsegnanti e policy-maker provenienti da tutti e cinque i continenti. Quali\nimpressioni ha avuto dal primo Congresso interamente a distanza dopo\ntrentaquattro anni di vita dell\u2019associazione di ricerca?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl Congresso ICSEI rappresenta\nda sempre una grande opportunit\u00e0 per entrare in contatto di persona con\nricercatori di tutto il mondo: questo \u00e8 un aspetto importante per discutere del\nnostro lavoro e pianificare future collaborazioni. Se pensiamo alla modalit\u00e0\ntelematica con cui si \u00e8 svolto il Congresso quest\u2019anno, possiamo dire che dalla\npresentazione degli <em>abstract<\/em> dei\ncontributi sino alla realizzazione del programma scientifico tutti i soggetti\ncoinvolti hanno lavorato duramente per rendere ICSEI 2021 la migliore\nesperienza online possibile. Molta attenzione \u00e8 stata dedicata, come gli altri\nanni, alle possibilit\u00e0 di interazione tra i ricercatori nonostante la distanza\nfisica, dimostrando che la stessa comunit\u00e0 ICSEI rappresenta una rete per lo\nsviluppo di competenze professionali per tutti i professionisti della scuola\ncoinvolti: tutti noi, infatti, abbiamo, grazie all\u2019ICSEI, la possibilit\u00e0 di\ncontinuare a ispirarci a vicenda e a imparare insieme. Senz\u2019altro, per\u00f2,\nincontrarsi dal vivo \u00e8 tutta un\u2019altra cosa e non vediamo l&#8217;ora di incontrarci\ndi nuovo di persona non appena sar\u00e0 possibile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Professoressa Poortman, pensa che\ni rilevanti obiettivi dell\u2019ICSEI siano stati riconfermati, pur nell\u2019ambito di\nun Congresso svolto per intero a distanza?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa pandemia ci ha mostrato che sono possibili nuovi modi di lavorare e collaborare e l&#8217;ICSEI non fa eccezione. Se \u00e8 vero che ci\u00f2 che pi\u00f9 mi affascina dell\u2019ICSEI come associazione internazionale di ricerca \u00e8 il profondo senso di appartenenza comune e il \u201cfare comunit\u00e0\u201d, ritengo che anche quest\u2019anno, pur in un Congresso che si \u00e8 svolto interamente online, siamo riusciti a riproporre molti degli obiettivi a cui l\u2019ICSEI presta attenzione nei Congressi annuali che si svolgono in presenza. La platea dei <a href=\"https:\/\/2021.icsei.net\/keynotes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Keynote Speaker<\/a>, in particolare, ha favorito uno scambio di conoscenze davvero significativo, offrendo argomenti stimolanti, ma soprattutto lungimiranti e innovativi rispetto al futuro dell\u2019educazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Professor Brown, quale rapporto\nesiste tra valutazione formativa, efficacia scolastica e miglioramento\neducativo?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUna valutazione svolta in\nmaniera intelligente pu\u00f2 contribuire a misurare con successo l\u2019efficacia educativa.\n\u00c8 opportuno chiedersi, con un approccio comparativo, come mai alcuni interventi\ndi formazione che vengono realizzati abbiano successo in un determinato\ncontesto, mentre non abbiano successo in contesti differenti. Allo stesso\ntempo, bisogna anche studiare attentamente le motivazioni che possono influire\nnegativamente su alcuni interventi di formazione messi in atto. La valutazione\nproficua, a mio parere, \u00e8 quella pi\u00f9 attenta possibile al contesto di\nriferimento di ciascun intervento realizzato, ma soprattutto \u00e8 quella\nvalutazione che si rivela interessata a favorire e concretizzare il cambiamento\neducativo: occorre soffermare lo sguardo sulle attivit\u00e0 e sulle interazioni che\nvengono via via proposte, su quali siano i fattori che promuovono il libero\nconfronto tra i partecipanti a ciascun intervento promosso, su quali ostacoli i\npartecipanti potrebbero incontrare nel proprio percorso di crescita e, alla\nfine di ciascun programma, su quale tipo di cambiamento si sia concretamente\nrealizzato rispetto agli obiettivi formativi previsti in partenza. Una volta\nche abbiamo preso coscienza di questa pluralit\u00e0 di aspetti, possiamo finalmente\ncoadiuvare gli educatori mediante proposte formative attente a impostare il\ncambiamento educativo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Professoressa Poortman, in che\nmodo ritiene che la partecipazione a programmi di miglioramento delle\ncompetenze dei professionisti del mondo educativo possa favorire il\nmiglioramento delle scuole?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn un lavoro di ricerca che\nstiamo portando a termine insieme a Kim Schildkamp e Chris Brown, stiamo\nfinalmente cercando di capire con misurazioni oggettive quale correlazione vi\nsia tra alcuni interventi che in questi anni abbiamo impostato a sostegno dello\nsviluppo professionale degli insegnanti e dei professionisti del mondo\neducativo con i risultati degli studenti. Soprattutto sul fronte dell\u2019analisi\nqualitativa, sono ormai diverse le revisioni sistematiche che mettono in luce\neffetti positivi in termini di miglioramento dei risultati degli studenti\ngrazie alla partecipazione dei propri educatori a reti di sviluppo di competenze\nprofessionali, ma la sfida \u00e8 oggi quella di avere dati ancora pi\u00f9 pregnanti su\nquesta correlazione, al fine di migliorare le proposte concettuali e\nmetodologiche che si possono mettere in campo. Da questo punto di vista, pu\u00f2\nvenirci in aiuto l\u2019<em>action theory<\/em>, la\nteoria sociologica proposta da Talcott Parsons, molto utile per orientare\nall\u2019efficacia il disegno formativo delle reti di sviluppo di competenze\nprofessionali di ambito educativo. Sicuramente un passo imprescindibile, prima\ndi passare alla misurazione dei risultati degli interventi attuati, \u00e8 quello di\nelaborare degli indicatori pregnanti e dalla definizione generalmente condivisa\ndalla ricerca scientifica rispetto a che cosa si intenda per \u201criflessivit\u00e0\u201d,\nnella partecipazione dei professionisti scolastici alle reti di sviluppo delle\nproprie competenze professionali. Oggi possiamo affermare che un aspetto meno negativo\nnell\u2019uso della didattica a distanza, largamente favorita in questo periodo\ncaratterizzato dal Covid, \u00e8 rappresentato da un\u2019ampia mole di dati raccolti\nmentre le scuole impostavano le proprie esperienze di apprendimento a distanza,\nun insieme di dati che non potr\u00e0 che arricchire quelli del contesto scolastico,\nche possiamo evincere dai rapporti di autovalutazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Ma come possiamo coniugare\nl\u2019aspirazione al miglioramento delle scuole \u2013 che troppo spesso nelle linee\nguida nazionali sembra avere un sapore un po\u2019 astratto e poco applicativo \u2013 con\nil lavoro che gli insegnanti si trovano a svolgere in classe nella loro vita di\nogni giorno?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome docente sto seguendo con grande interesse una ricerca di due miei studenti di dottorato sulla relazione tra il lavoro di alcune reti per lo sviluppo delle competenze professionali in ambito educativo e il tema del miglioramento sostenibile della scuola. Essi stanno procedendo nell\u2019identificazione di alcune componenti-chiave che sembrano favorire l\u2019innovazione educativa in un\u2019ottica che va oltre le modalit\u00e0 di insegnamento tradizionali. Nel proprio lavoro <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S0191491X21000742\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"><em>The conundrum research-practice partnerships face with system variability<\/em><\/a>, pubblicato quest\u2019anno sulla rivista \u00abStudies in Educational Evaluation\u00bb, il Professore australiano Stuart McNaughton ha messo in luce come \u201cfavorire l\u2019innovazione su larga scala non pu\u00f2 prescindere da una valutazione attenta alle specifiche condizioni di ciascun contesto di riferimento\u201d. Ecco uno dei motivi per cui diviene essenziale ispirare a una valutazione situata il disegno progettuale sotteso ai programmi formativi proposti dalle reti di sviluppo professionale degli educatori, in cui ricercatori, insegnanti e personale scolastico \u2013 talvolta con un significativo interesse dimostrato anche dai decisori politici \u2013 lavorano insieme per concretizzare nuove prospettive educative fondate sull&#8217;innovazione, con l&#8217;obiettivo di fondo di favorire una declinazione pragmatica delle linee guida generali sulle politiche educative, coniugando questi documenti di natura generale con le conoscenze e le esperienze dirette di tutti i soggetti coinvolti a diverso titolo in questi progetti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Professor Brown, che cosa\npossiamo imparare dagli interventi messi in atto a livello decentrato per lo\nsviluppo delle competenze professionali nelle scuole? In che modo pu\u00f2 aiutarci\nl\u2019esperienza di chi ha partecipato a programmi di questo tipo prima di noi?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAnch\u2019io ritengo che la chiave\ndi volta sia quella di favorire una vera e propria \u201cconversazione di ricerca\u201d\ncon tutti i soggetti coinvolti a diverso titolo nelle reti di sviluppo delle\ncompetenze professionali dei professionisti della scuola. Questo tipo di\nconversazioni dovrebbe favorire un confronto costante tra gli obiettivi da cui\nnascono gli interventi di miglioramento e l\u2019effettiva realizzazione praticabile\na partire da ciascuna realt\u00e0 locale di riferimento, comprendendo in che modo\nciascun partecipante possa concretamente, nel suo piccolo, determinare un\ncambiamento nella situazione in cui opera. Quando si proceder\u00e0 con la\nvalutazione degli esiti di ciascun intervento di sviluppo delle competenze\nscolastiche, occorrer\u00e0 prestare particolare attenzione affinch\u00e9 i feedback\nforniti dai partecipanti siano il pi\u00f9 liberi possibile da logiche che potrebbero\naltrimenti condizionare una valutazione obiettiva degli interventi messi in\natto: diventer\u00e0, infatti, quanto mai prezioso poter comprendere se vi siano\nstati difetti di policy-design o problemi nell\u2019implementazione dei programmi.\nAncora una volta, valutare processi ed esiti degli interventi attuati con la\nmaggiore obiettivit\u00e0 possibile diviene il fattore strategico per poter\neventualmente riformulare i programmi formativi al fine di essere in futuro il\npi\u00f9 utili possibili per tutti coloro che parteciperanno ai progetti successivi,\nproponendo loro nuove proposte che siano le pi\u00f9 appropriate possibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>In quest\u2019ambito un elemento come\nla propensione individuale a \u201cmettersi in gioco\u201d nella vita professionale per\npartecipare a programmi di miglioramento delle capacit\u00e0 di lettura dei dati e\ndei processi scolastici sembra essere dirimente. <\/em><\/strong><strong><em>\u00c9 cos\u00ec?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa motivazione con cui il personale scolastico partecipa ai programmi di sviluppo delle proprie competenze di comprensione dei processi scolastici \u00e8 un elemento vitale che influisce sulle probabilit\u00e0 di successo o insuccesso di ciascun intervento proposto. Come Kim Schildkamp dell\u2019Universit\u00e0 olandese di Twente e Amanda Datnow dell\u2019Universit\u00e0 della California hanno messo in luce nel loro recente articolo <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/15700763.2020.1734630\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"><em>When Data Teams Struggle: Learning from Less Successful Data Use Efforts<\/em><\/a>(2020), pubblicato sulla rivista \u00abLeadership and Policy in Schools\u00bb, \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 proficuo coinvolgere gli insegnanti in una raccolta di dati scolastici ispirata al miglioramento continuo piuttosto che in gruppi di lavoro che si dedichino a una mera raccolta-dati che sia limitata a corrispondere a un mero adempimento burocratico. Al contempo, i professionisti del mondo scolastico si sentiranno tanto pi\u00f9 motivati a partecipare a programmi di questo tipo quanto pi\u00f9 essi si sentiranno liberi da condizionamenti di varia natura, quali la competitivit\u00e0 o la vergogna sui risultati raggiunti. Ecco perch\u00e9 viene considerato pi\u00f9 utile proporre agli insegnanti un lavoro di team che favorisca la condivisione di buone pratiche in termini di autoriflessione e motivazione, significativi motori di cambiamento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Professoressa Poortman, la\npossibilit\u00e0 che i partecipanti hanno di venire in contatto con altri\nprofessionisti che operano in realt\u00e0 simili, ma allo stesso tempo differenti e\npoco comparabili tra loro, non rappresenta un possibile limite al successo di\nprogrammi per il miglioramento delle capacit\u00e0 di analisi di che cosa accade\nnelle scuole?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSenza dubbio la partecipazione\nagli interventi di miglioramento che possono essere impostati e realizzati a\nlivello locale potr\u00e0 aumentare solo nel momento in cui gli insegnanti\npercepiranno una possibilit\u00e0 concreta di migliorare le cose in quella specifica\nrealt\u00e0 di riferimento che li vede operare ogni giorno; nella misura in cui,\ninvece, essi avranno la sensazione di partecipare a programmi vaghi e poco\ncircostanziati rispetto alla propria realt\u00e0 locale essi si sentiranno\ngiustamente poco inclini a dedicare il proprio tempo ad attivit\u00e0 di questo\ntipo. Certo non si pu\u00f2 negare che la possibilit\u00e0 di dedicarsi a un lavoro\nconcretamente percepito come \u201cutile\u201d rimane troppo spesso una chimera, mentre\ncerte scuole sembrano prediligere un certo senso di \u201callineamento\u201d del proprio\npersonale interno rispetto a una visione omogenea del proprio istituto, un\nelemento che allontana da quell\u2019efficacia per il miglioramento che pu\u00f2 passare\nsolo dallo scambio di esperienze. Va anche ricordato che, in linea generale, i\nprogrammi di miglioramento delle competenze professionali del personale\nscolastico hanno tanto pi\u00f9 successo quanto pi\u00f9 vi sia alla base un approccio\ncondiviso orientato a migliorare i risultati raggiunti dagli studenti. Dal\npunto di vista della disposizione del personale scolastico a far parte di reti\ndi sviluppo delle proprie competenze professionali penso sia utile riportare\nqualche citazione dei professionisti con cui collaboriamo ogni anno e che\ngiudicano spesso gli interventi messi in atto come \u201cstimolanti e dinamici\u201d,\n\u201corientati all\u2019imparare cose nuove da poter poi applicare al lavoro di ogni\ngiorno\u201d. Se \u00e8 vero, quindi, che l\u2019obiettivo finale delle reti per lo sviluppo\nprofessionale delle competenze deve rimanere fermamente il miglioramento dei\nrisultati degli studenti, mentre si percorre questa strada, diviene quanto mai\nstrategica anche la partecipazione a scambi di vedute tra i diversi\nprotagonisti della scuola: solo in questo modo questi progetti potranno essere\nrealmente considerati percorsi formativi piacevoli e motivanti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Binkhorst, F. (2017). <a href=\"https:\/\/www.semanticscholar.org\/paper\/Connecting-the-dots%3A-supporting-the-implementation-Binkhorst\/04f43c9554d23c5e1b51f44c69e4c32732013597\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Connecting the dots: Supporting the implementation of teacher design teams<\/a> [tr.it: <em>Unire i puntini: a sostegno della realizzazione di gruppi di lavoro tra insegnanti sulla progettazione<\/em>]. Enschede: University of Twente.<\/p>\n\n\n\n<p>Brown, C., Poortman, C., Gray, H., Ophoff, J. G., &amp; Wharf, M. M. (2021). <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S0883035520318012\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Facilitating collaborative reflective inquiry amongst teachers: What do we currently know?<\/a> [tr.it:<em>. Facilitare l&#8217;indagine riflessiva collaborativa tra gli insegnanti: cosa sappiamo attualmente?<\/em>]. In \u00abInternational Journal of Educational Research\u00bb, 105, 101695. <\/p>\n\n\n\n<p>Do\u011fan, S., &amp; Adams, A. (2018). <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/09243453.2018.1500921\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Effect of professional learning communities on teachers and students: Reporting updated results and raising questions about research design<\/a> [tr.it.:<em> Effetto delle comunit\u00e0 di apprendimento professionale su insegnanti e studenti: un report su risultati aggiornati e domande di ricerca per la programmazione<\/em>]. In \u00abSchool effectiveness and school improvement\u00bb, 29(4), 634-659.<\/p>\n\n\n\n<p>Prenger, R., Poortman, C. L., &amp; Handelzalts, A. (2019). <a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/full\/10.1177\/0022487117753574\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">The effects of networked professional learning communities<\/a> [tr.it.: <em>Gli effetti delle comunit\u00e0 di apprendimento professionale in rete<\/em>]. In \u00abJournal of teacher education\u00bb, 70(5), 441-452.<\/p>\n\n\n\n<p>Tappel, A., Poortman, C.L., Schildkamp, K. &amp; Visscher, A.J. (2020). <a href=\"https:\/\/research.utwente.nl\/en\/activities\/factors-influencing-the-sustainability-of-a-data-use-intervention\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Factors influencing the sustainability of a data use intervention<\/a> [tr.it.: <em>Fattori che influenzano la sostenibilit\u00e0 di un intervento sull\u2019uso dei dei dati<\/em>]. Paper presentato al XXXesimo International Congress for School Effectiveness and Improvement, Marrakech, Morocco.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":1873,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[239,424,235],"tags":[],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Tra motivazione e scambio di buone pratiche: lo sviluppo di competenze professionali per le scuole - Valu.E Gate<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/tra-motivazione-e-scambio-di-buone-pratiche-lo-sviluppo-di-competenze-professionali-per-le-scuole\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tra motivazione e scambio di buone pratiche: lo sviluppo di competenze professionali per le scuole - 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