{"id":2886,"date":"2022-03-22T09:45:51","date_gmt":"2022-03-22T08:45:51","guid":{"rendered":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/?post_type=magazine&#038;p=2886"},"modified":"2024-03-12T15:29:17","modified_gmt":"2024-03-12T14:29:17","slug":"le-nuove-sfide-educative-del-lento-ritorno-alla-normalita","status":"publish","type":"magazine","link":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/le-nuove-sfide-educative-del-lento-ritorno-alla-normalita\/","title":{"rendered":"Le nuove sfide educative del lento ritorno alla normalit\u00e0"},"content":{"rendered":"\r\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.ais-sociologia.it\/2021\/11\/09\/il-rientro-a-scuola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"primo documento (apre in una nuova scheda)\">primo documento<\/a> promosso dal <a href=\"https:\/\/www.ais-sociologia.it\/sociologia-delleducazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Consiglio Scientifico della Sezione \u201cEducazione\u201d dell'Associazione Italiana di Sociologia (AIS-EDU) (apre in una nuova scheda)\">Consiglio Scientifico della Sezione \u201cEducazione\u201d dell&#8217;Associazione Italiana di Sociologia (AIS-EDU)<\/a>, a poche settimane dal suo insediamento, ha rappresentato un&#8217;esortazione a cogliere le molteplici sfide che il biennio pandemico ha posto all&#8217;orizzonte nelle vite di ciascuno di noi come donne, uomini, genitori, ricercatori e studenti. Tuttavia, pur ad anno accademico ampiamente avviato e quasi al termine del primo quadrimestre dell&#8217;anno scolastico, a seguito della recente recrudescenza della pandemia da Covid 19 , quanto rappresentato in quel documento \u00e8 ancora davvero attuale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il documento dell&#8217;AIS-EDU, infatti, dal titolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.ais-sociologia.it\/2021\/11\/09\/il-rientro-a-scuola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Il rientro a scuola e all'universit\u00e0: I rischi del ritorno alla normalit\u00e0 e le sfide che dobbiamo cogliere (apre in una nuova scheda)\">Il rientro a scuola e all&#8217;universit\u00e0: I rischi del ritorno alla normalit\u00e0 e le sfide che dobbiamo cogliere<\/a>\u201d fa il punto sulla centralit\u00e0 che sono venuti ad assumere alcuni nuovi aspetti della vita educativa, tra cui il rapporto tra le scuole, le universit\u00e0 e le famiglie e il ruolo delle nuove tecnologie didattiche.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come il Consiglio Scientifico di AIS-EDU ha messo in luce, il ritorno alla \u201cnormalit\u00e0\u201d nella vita scolastica e accademica non \u00e8 ancora scontato, se \u00e8 vero che spesso alle scuole viene demandato il compito di supplire ad alcune lacune del sistema sanitario nel processo di tracciamento dei positivi e che ogni giorno le scuole e le universit\u00e0 ancora continuano a sperimentare modalit\u00e0 didattiche miste (<em>blended-learning<\/em>).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ecco allora che, in un&#8217;ottica di presa di coscienza dei mutamenti in corso, il documento proposto dall&#8217;AIS-EDU persegue l&#8217;obiettivo dichiarato di \u201cstimolare una riflessione inter-disciplinare e condivisa finalizzata a diffondere una comunicazione istituzionale e sociale corretta e basata sulla fiducia\u201d rispetto alle novit\u00e0 cui le istituzioni formative stanno facendo fronte in questi mesi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Se da un lato, infatti, i sistemi formativi hanno il compito di fare tesoro delle lezioni apprese nelle difficolt\u00e0, dall&#8217;altro lato a tutta l&#8217;opinione pubblica interessata alle tematiche educative sar\u00e0 demandata l&#8217;esigenza di vegliare affinch\u00e9 le diseguaglianze che la pandemia ha generato possano ridursi, specie dal lato dell&#8217;accesso alla formazione e dell&#8217;inclusione dei soggetti pi\u00f9 fragili della comunit\u00e0 educante.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La stessa gestione della modalit\u00e0 didattica mista cui scuole e universit\u00e0 stanno facendo fronte in questi mesi, rischia di abbandonare le lezioni di diversificazione dei modelli educativi nel cui ambito la ricerca socio-educativa aveva compiuto significativi passi avanti negli anni passati. Oggi le istituzioni formative sono spesso costrette dalla contingenza a proporre per lo pi\u00f9 modelli di insegnamento\/apprendimento di carattere prevalentemente nozionistico e sempre meno esperienziale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come il documento mette in luce, \u201cil biennio scolastico 2020-21 \u00e8 stato un periodo di rottura ma anche di cambiamento. Gli\/le insegnanti, le studentesse e gli studenti, le famiglie, i vertici delle istituzioni educative, hanno appreso molto e occorre fare tesoro degli apprendimenti realizzati\u201d, sebbene oggi emergano con particolare veemenza alcuni temi prioritari su cui la partnership tra istituzioni formative, ricerca e opinione pubblica avrebbe \u2013 come AIS-EDU mette in luce \u2013 il dovere di confrontarsi liberamente.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>I temi principali identificati dal Consiglio Scientifico di AIS-EDU sono:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>il <strong>rischio di una eccessiva frammentazione delle istituzioni educative<\/strong>; le<strong> difficolt\u00e0 di relazione tra le scuole e le famiglie<\/strong>; l&#8217;<strong>urgenza di ridefinire un patto educativo<\/strong> tra i docenti e gli studenti; l&#8217;<strong>importanza di una corretta comunicazione<\/strong> istituzionale e sociale; il <strong>rischio del monopolio delle piattaforme private di e-learning<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>I temi prioritari di riflessione<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dal punto di vista del rischio della <strong>frammentazione nelle istituzioni scolastiche e universitarie<\/strong>, l&#8217;AIS-EDU ha messo in evidenza con particolare riguardo le difficolt\u00e0 legate a una concezione per lo pi\u00f9 esecutiva delle istituzioni formative, sovente concepite dal legislatore in un&#8217;ottica meramente adempimentale rispetto alle decisioni assunte in maniera accentrata dai vertici istituzionali, a fronte di un impoverimento non solo dell&#8217;autonomia e del decentramento che avevano caratterizzato la tendenza principale del periodo precedente, ma anche dei momenti di riflessione collegiale che \u2013 svolti per lo pi\u00f9 a distanza \u2013 hanno via via sottovalutato l&#8217;importanza del confronto collettivo e della dialettica democratica. In taluni casi, inoltre, la possibilit\u00e0 di condividere informazioni e idee solo a distanza pu\u00f2 aver favorito processi di polarizzazione tra docenti di idee diverse, cos\u00ec come avviene prevalentemente sui social media, compromettendo possibilit\u00e0 proficue di inserimento nel corpo docente degli insegnanti pi\u00f9 giovani e\/o di quelli precari, che non riescono a rendersi pienamente conto delle diverse sfaccettature dell&#8217;ente in cui hanno cominciato a lavorare. Al contrario, l&#8217;alternarsi di periodi di didattica a distanza e didattica in presenza ha generato sensazioni di spaesamento specie negli insegnanti pi\u00f9 anziani, spesso privi di competenze informali di flessibilit\u00e0 in ordine all&#8217;utilizzo dei nuovi dispositivi telematici. Ancora, l&#8217;utilizzo crescente delle modalit\u00e0 di discussione da remoto tende a ridurre quegli imprescindibili momenti di contatto informale, anche se non direttamente legati all&#8217;ufficialit\u00e0 della discussione collegiale, nondimeno fondamentali per la costruzione di buone relazioni interpersonali fondate sulla coesione tra i diversi componenti della \u201ccomunit\u00e0 educante\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Anche dal punto di vista professionale le dinamiche sembrano muoversi nell&#8217;ottica di un <strong>restringimento degli spazi di intervento del professionista della conoscenza<\/strong>: il documento mette in luce, infatti, come \u201cle ricerche condotte nell&#8217;ultimo biennio mostrino che il singolo docente, dal punto di vista istituzionale, finisca per essere isolato, diventando un terminale periferico dell&#8217;organizzazione e un esecutore di prescrizioni. I processi lavorativi risultano, in questo modo, segmentati e il personale scolastico e universitario indebolito nella sua capacit\u00e0 di negoziare la propria posizione nello spazio organizzativo\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dal punto di vista della <strong>relazione tra le istituzioni formative e le famiglie<\/strong>, tra gli aspetti considerati degni di nota dall&#8217;AIS-EDU figurano la difficolt\u00e0 di relazione (che troppo spesso si traduce in vera e propria esclusione) da parte delle scuole e delle universit\u00e0 con le famiglie che dispongono di un capitale culturale, linguistico, sociale e digitale pi\u00f9 modesto. Come contraltare a questo cos\u00ec urgente obiettivo di cambio di rotta, in taluni contesti, all&#8217;opposto, si \u00e8 osservata una certa ingerenza da parte delle famiglie nello svolgimento della didattica. In generale, anche in questo caso, si sono affievoliti sino a scomparire momenti informali di convivialit\u00e0 in cui le famiglie stesse potessero aver occasione di sentirsi parte di una medesima comunit\u00e0, come ad esempio le feste di Natale e carnevale o le recite di fine anno, concepite come importanti momenti di condivisione e comprensione del senso dell&#8217;azione pedagogica.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il documento si concentra poi sui significativi sacrifici richiesti dal sistema-paese alle pi\u00f9 giovani generazioni, principalmente sul fronte dell&#8217;endiadi di sviluppo fisico e psicoemotivo. Ancora una volta la DAD \u00e8 stata spesso contemplata solo come mero strumento di replica dei modelli pedagogici pi\u00f9 risalenti quali la lezione frontale e la consegna di compiti, cui \u00e8 conseguita una valutazione per lo pi\u00f9 unilaterale dello studente spesso solo sulla base della rispondenza a questi criteri, perdendo di vista lo<strong> sviluppo complessivo dello studente<\/strong> concepito come persona a tutto tondo. Particolarmente acute, poi, sono apparse le difficolt\u00e0 delle studentesse e degli studenti al passaggio da un ciclo all&#8217;altro di istruzione, per esempio dalle elementari alle medie o dalle medie alle superiori: si tratta di bambini e ragazzi che spesso si sono trovati isolati rispetto a un&#8217;istituzione percepita a livello interiore come estranea, nell&#8217;impossibilit\u00e0 di condivisione delle tipiche esperienze di socialit\u00e0, cos\u00ec rilevanti per un pieno processo di apprendimento e formazione della persona.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ancora, il documento si \u00e8 soffermato sulla necessit\u00e0 di una pi\u00f9 corretta comunicazione istituzionale e sociale, in grado di <strong>contemplare la scuola nella sua complessit\u00e0<\/strong>, giacch\u00e9 essa rappresenta un&#8217;istituzione in primo luogo impegnata sul fronte della risposta ai bisogni sociali e non solo rispondente al dettato della risposta all&#8217;emergenza sanitaria. Dal punto di vista dell&#8217;applicazione pratica delle normative politico-istituzionali, inoltre, le scuole e gli atenei manifestano oggi l&#8217;esigenza di una migliore comunicazione interna rispetto ai cambiamenti che via via intervengono, principalmente nei confronti del personale impiegato per l&#8217;istituzione, cos\u00ec come, dal punto di vista della comunicazione esterna, la necessit\u00e0 di spiegare agli studenti e alle famiglie i vari mutamenti in corso.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Un capitolo a parte del documento sul rientro a scuola e all&#8217;universit\u00e0 riguarda poi la riflessione che l&#8217;AIS-EDU compie sulle <strong>piattaforme e-learning private <\/strong>valutandone gli aspetti di monopolio. Il mercato oggi \u00e8 infatti dominato da colossi afferenti ai grandi gruppi informatici privati; questo ha posto agli studiosi di tutto il mondo interrogativi riguardanti la propriet\u00e0 dei dati e la privacy degli stessi, specie dal lato dei dati sensibili. Un&#8217;altra priorit\u00e0 sottolineata dal documento riguarda l&#8217;aggiornamento professionale dei docenti meno competenti nell&#8217;uso delle nuove tecnologie digitali, al fine di supportare anche per loro il miglior sviluppo possibile di know-how tecnologico.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Pi\u00f9 in generale, l&#8217;AIS-EDU propone di scongiurare \u2013 superato l&#8217;attuale momento di emergenza \u2013 la tendenza a privatizzare esponenzialmente lo spazio dell&#8217;insegnamento, che deve rimanere saldamente spazio pubblico. Da questo punto di vista, in particolare, il documento insiste per un modello sempre pi\u00f9 partecipativo anche rispetto alla coprogettazione della didattica a distanza, affinch\u00e9 \u201ccome avvenuto in altri paesi, lo Stato possa farsi promotore di avviare e sostenere la creazione di piattaforme digitali per l&#8217;educazione che siano di tipo pubblico, sottoposte cio\u00e8 a forme di controllo democratico anche da parte di chi lavora nelle istituzioni educative\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come il documento mette in luce nelle sue conclusioni, ogni momento di crisi, pu\u00f2 tramutarsi in un momento di proficuo apprendimento, nel momento in cui sia data la possibilit\u00e0 di divenire capaci di cogliere le opportunit\u00e0 che emergono dalla crisi. Ad esempio, la necessit\u00e0 oggi sentita di evitare il pi\u00f9 possibile gli spazi chiusi, potrebbe tradursi per quanto possibile nella diffusione degli spazi di apprendimento anche all&#8217;esterno: da questo punto di vista, secondo l&#8217;AIS-EDU, scuole e universit\u00e0 potrebbero sfruttare cortili, musei, giardini e spazi urbani anche gestiti dall&#8217;associazionismo del Terzo Settore, in un&#8217;ottica di maggiore integrazione tra apprendimento formale, non formale e informale, anche alla luce dell&#8217;aumento delle possibilit\u00e0 di fare rete con il proprio territorio di appartenenza e con le sue istituzioni locali. Nella prospettiva delineata da AIS-EDU, infatti, <strong>questa crisi potr\u00e0 rappresentare un&#8217;opportunit\u00e0 di riflessione collettiva<\/strong> sulla creazione di pratiche educative al contempo innovative e il pi\u00f9 possibile condivise.<\/p>\r\n","protected":false},"featured_media":2851,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[237,424,235],"tags":[],"coauthors":[1250],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Le nuove sfide educative del lento ritorno alla normalit\u00e0 - Valu.E Gate<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il primo documento pubblico dell&#039;AIS-EDU mette in luce come anche questa crisi legata al Covid potr\u00e0 rappresentare un&#039;opportunit\u00e0 di riflessione collettiva sulla creazione di pratiche educative al contempo innovative e il pi\u00f9 possibile condivise.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/le-nuove-sfide-educative-del-lento-ritorno-alla-normalita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Le nuove sfide educative del lento ritorno alla normalit\u00e0 - 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