{"id":854,"date":"2021-05-24T11:39:00","date_gmt":"2021-05-24T09:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/?post_type=magazine&#038;p=854"},"modified":"2022-01-31T11:41:04","modified_gmt":"2022-01-31T10:41:04","slug":"la-scuola-ai-tempi-dell-emergenza-le-nuove-sfide-per-la-valutazione-e-l-autovalutazione","status":"publish","type":"magazine","link":"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/la-scuola-ai-tempi-dell-emergenza-le-nuove-sfide-per-la-valutazione-e-l-autovalutazione\/","title":{"rendered":"La scuola ai tempi dell&#8217;emergenza: le nuove sfide per la valutazione e l&#8217;autovalutazione"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/evaluation.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1023\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Durante uno dei tanti webinar cui mi \u00e8 capitato di partecipare durante il recente periodo del lockdown, dovuto all&#8217;emergenza pandemica del virus Covid-19, mi ha colpito la testimonianza di un&#8217;insegnante che riportava il commento di un suo alunno lasciato sul blog di classe: \u201cLa scuola ci manca troppissimo!\u201d. Si tratta di un&#8217;affermazione per tanti versi interessante, al di l\u00e0 del\u2026 superlativo avverbiale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anzitutto essa certifica un curioso e insospettabile paradosso. Tutto ci si aspetterebbe tranne che la scuola possa mancare a un bambino. Probabilmente la sorpresa diminuisce se si prova a dare contenuto al termine \u201cscuola\u201d. Non manca il dispositivo di scuola, non mancano i compiti, non mancano i voti. Manca la socialit\u00e0, mancano gli amici, mancano le routines. \u00c8 uno spazio di vita di cui i bambini sono stati deprivati, ritrovandosi con una socialit\u00e0 alterata, con tempi da riempire diversamente, con una giornata che ha perso i piccoli riti che servono a scandirla e a renderla vivibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, questa frase, ratifica quello che ormai a mesi di distanza abbiamo capito molto bene e cio\u00e8 che quel che abbiamo continuato a chiamare scuola al tempo della DAD probabilmente era altro, almeno nel vissuto dei bambini. Questo significa che tutto quello che \u00e8 mancato \u201ctroppissimo\u201d \u00e8 proprio ci\u00f2 che non si \u00e8 stati in grado di surrogare, non per colpa della tecnologia, ma per un difetto di comprensione del suo significato profondo e, di conseguenza, di progettazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, quella frase consegna a tutti noi, ricercatori e insegnanti, un compito per il futuro. Si tratta di capire quali siano gli indicatori che fanno della scuola un&#8217;esperienza cos\u00ec importante, tanto da far dire a un bambino che gli manca in modo esagerato. Qui la riflessione sulla tecnologia non basta. Occorre tornare a riflettere sulle proprie pratiche di scuola, sul modo in cui i processi vengono progettati e condotti, in una parola occorre tornare a mettere nel mirino l&#8217;autovalutazione come dispositivo grazie al quale avere il polso in tempo reale di quel che siamo e di quanto e come riusciamo a colmare quel \u201cbisogno di scuola\u201d cos\u00ec simpaticamente espresso da quel bambino con il suo post.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La progettazione, prima di tutto<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un primo fattore \u00e8 costituito dalla progettazione. Quando si intende allestire un sistema di apprendimento a distanza occorre capire che non serve reduplicare, ma occorre riprogettare. E riprogettare significa tenere in conto una serie di fattori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anzitutto va ricostruita la situazione d&#8217;aula, con i suoi spazi e i suoi tempi. Lo aveva capito molto bene un&#8217;insegnante di scuola dell&#8217;infanzia \u201cincontrata\u201d durante un webinar nello scorso mese di marzo. Aveva allestito un&nbsp;<em>Padlet<\/em>&nbsp;(che \u00e8 una sorta di bacheca virtuale utile per appuntarsi idee e condividere materiali) in cui ogni bambino poteva disporre del proprio casellario e in cui erano stati riprodotti gli spazi tipici di una sezione. Allo stesso modo vanno ricostruite le routines tipiche dell&#8217;aula: i rituali di ingresso, di benvenuto, e quelli di commiato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studente on line \u00e8 uno studente atipico. Occorre mettersi nei suoi panni, calcolare le sue ore effettive di lavoro, non esagerare con i carichi didattici e cognitivi. Partecipare a una lezione a distanza mette a dura prova l&#8217;attenzione, ancor pi\u00f9 di quanto non succeda in classe. Ed \u00e8 pi\u00f9 difficile pianificare il lavoro, organizzarsi. Vengono meno per lo studente distanziato gli orologi quotidiani e settimanali: sta a lui darsi ritmi e pause di lavoro, un lavoro non facile, che richiede applicazione e metodo. L&#8217;insegnante deve essere attento a queste dinamiche e chiedersi come possa in qualche modo essere di aiuto per i suoi studenti su questo piano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora, una cura particolare merita la preparazione dei materiali. Quando si lavora on line non si pu\u00f2 improvvisare, serve la progettazione esplicita dei singoli passaggi. Questo comporta riflettere sul formato e la durata dei contenuti. Lavorare a distanza richiede di adottare tecniche di&nbsp;<em>microlearning<\/em>, ovvero: ridurre il minutaggio delle clip video, contenere la lunghezza dei testi scritti, parametrare tutto sull&#8217;economia dell&#8217;attenzione che si pu\u00f2 immaginare appartenga allo studente che segue da casa il lavoro didattico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, chiare devono essere le consegne e l&#8217;insegnante non deve dimenticarsi di accompagnare il lavoro dello studente con dei cosiddetti&nbsp;<em>job aids<\/em>, ovverosia schede operative che scandiscono passo dopo passo le attivit\u00e0 da svolgere. Si tratta di uno strumento importante, sia perch\u00e9 serve a sostenere e sviluppare l&#8217;autonomia cognitiva dello studente, sia perch\u00e9 consente di non richiedere al genitore un lavoro eccessivo di affiancamento del figlio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Far lezione, valutare<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Far lezione e valutare, quando si fa didattica a distanza, sono attivit\u00e0 ancor pi\u00f9 prossime di quanto normalmente non succeda in classe.&nbsp; O meglio: dovrebbe essere cos\u00ec per evitare problemi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Valutare a distanza \u00e8 sicuramente difficile, forse impossibile, se:<\/p>\n\n\n\n<p>1) si riduce tutto alla valutazione sommativa, espletata attraverso test e prove oggettive;<\/p>\n\n\n\n<p>2) la misurazione \u00e8 l&#8217;unica preoccupazione a discapito degli altri due momenti costitutivi dell&#8217;atto valutativo, ovvero l&#8217;apprezzare e il conoscere (Hadji, 1992).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questa situazione \u2013 quella di un insegnante che ricorra a prove sommative e sia preso esclusivamente dal problema della misurazione \u2013 logicamente l&#8217;esigenza del controllo diviene preponderante, per non dire quasi esclusiva: ci si preoccupa che le prove siano valide, che gli studenti non copino, che non si facciano suggerire le risposte. Il risultato \u00e8 che la regolarit\u00e0 fa perdere di vista completamente gli apprendimenti. Questa in effetti \u00e8 stata la cosa che pi\u00f9 mi ha sorpreso nei dibattiti sulla valutazione durante l&#8217;emergenza: che nessuno si preoccupasse di come capire se e come gli studenti stessero apprendendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;alternativa a questa prospettiva esiste se ci si colloca dal punto di vista di una valutazione autentica e formatrice. Questo accade se agire didattico e valutazione, come accennavamo sopra, coincidono, cosicch\u00e9 ogni microattivit\u00e0 dello studente sia contestualmente un elemento valutabile per l&#8217;insegnante. \u00c8 quel che la Earl (2012) chiama&nbsp;<em>assessment as learning<\/em>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il far lezione, come si capisce, ne risulta modificato. Ancora una volta \u00e8 il&nbsp;<em>microlearning<\/em>&nbsp;la logica pi\u00f9 adatta. Esso chiede all&#8217;insegnante di segmentare la sessione di lavoro in microfasi, di prevedere tra una fase e l&#8217;altra delle piccole pause attive (<em>spaced learning<\/em>), di verbalizzare ogni passaggio accompagnando l&#8217;azione dello studente, dandogli la parola, stimolandone gli interventi. Ogni fase di lavoro deve prevedere la produzione di piccoli artefatti; allo stesso modo vanno create le condizioni perch\u00e9 le microprestazioni dello studente (domande, interventi, commenti, ecc.) siano registrate e documentate. Sono queste produzioni materiali e verbali di cui l&#8217;attivit\u00e0 didattica risulta disseminata a consentire la valutazione diffusa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiaramente nella classe va costruita una cultura della valutazione adatta alla prospettiva che stiamo descrivendo: gli studenti devono sapere di essere valutabili sempre e vanno accompagnati a scaricare emotivamente il momento della prestazione rivalutando l&#8217;errore come opportunit\u00e0 di apprendimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A supporto di tutto questo pu\u00f2 tornare di grande utilit\u00e0 l&#8217;adozione di un&nbsp;<em>e-portfolio<\/em>&nbsp;in cui lo studente possa raccogliere, documentare e corredare di commenti metacognitivi le sue produzioni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;importanza dell&#8217;autovalutazione<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come si anticipava all&#8217;inizio, mettere a fuoco quanto siamo venuti argomentando \u2013 sul piano della progettazione, del far lezione, della valutazione \u2013 dipende dalla consapevolezza sviluppata nei confronti della tecnologia, dei suoi usi, della sua integrazione nel processo di insegnamento e apprendimento. Si tratta, insomma, di una consapevolezza che deriva dalla capacit\u00e0 dei professionisti della scuola di riflettere sulle loro pratiche dopo averle isolate e documentate.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo uno degli obiettivi dell&#8217;azione Valu.E for Schools coordinata dall&#8217;INVALSI nell&#8217;ambito del Progetto PON Valu.E. L&#8217;INVALSI, infatti, con il contributo delle Universit\u00e0 Cattolica di Milano, di Bologna, di Torino, dell&#8217;Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti (OPPI) e dell&#8217;operatore specializzato Know K, partner dell&#8217;azione, ha elaborato un piano di interventi per l&#8217;aggiornamento professionale degli educatori sulle competenze autovalutative in ambito scolastico. Le attivit\u00e0 di ricerca\/azione che in questi mesi hanno coinvolto oltre quattrocento fra dirigenti scolastici, insegnanti e ricercatori sono presentate negli articoli che compongono questo numero di Valu.Enews . Il risultato principale che il Progetto ha l&#8217;ambizione di raggiungere con le scuole delle 9 regioni italiane coinvolte (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Campania e Sardegna) \u00e8 quello di accompagnarle in un percorso di consapevolezza autovalutativa sui&nbsp; processi gestionali, didattici e, in senso ampio, formativi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La metodologia di lavoro adottata si avvale delle nuove tecnologie informatiche, prevedendo sia incontri a distanza sia momenti di interscambio diretto, con l&#8217;intervento tanto dei professionisti del mondo scolastico quanto dei ricercatori universitari e dell&#8217;INVALSI, consentendo alle numerose scuole coinvolte di confrontarsi e di lavorare insieme. Uno dei focus sar\u00e0 proprio sulle nuove tecnologie che del progetto rappresentano, per cos\u00ec dire, uno degli assi portanti, almeno per tre ordini di motivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, le nuove tecnologie hanno rappresentato sinora il principale spazio di interscambio durante e dopo il periodo del lockdown e le piattaforme informatiche continueranno a offrire un prezioso luogo di incontro virtuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, la tecnologia \u00e8 anche uno degli oggetti del progetto. Il digitale, il suo impatto sull&#8217;organizzazione e sulla didattica, \u00e8 inevitabilmente oggi uno dei punti di assoluto interesse del processo di autovalutazione di una scuola. Dalla consapevolezza su questi aspetti, come abbiamo visto in questo Editoriale, dipende in larga parte la possibilit\u00e0 per la scuola di attendere ai suoi compiti in questa delicata congiuntura storica e culturale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, la tecnologia costituisce anche uno dei principali strumenti per documentare, archiviare e rendere diffuse su pi\u00f9 larga scala le pratiche di ricerca\/azione introdotte e inaugurate dal Progetto Valu.E. In tal senso la possibilit\u00e0 di videodocumentare, nonch\u00e9 quella di pubblicare newsletter tematiche online dedicate alle competenze di autovalutazione per il mondo della scuola offriranno ai ricercatori e agli educatori utili spazi di condivisione delle idee e delle riflessioni emerse: i partecipanti al Progetto auspicano di raccogliere mediante gli strumenti informatici un corredo simbolico e di approfondimento interessante, utile a riconoscere e rimuovere stereotipi sulla valutazione e l&#8217;autovalutazione a scuola, ma soprattutto a individuare spunti generativi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Pier Cesare Rivoltella<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Professore ordinario di Didattica e Tecnologie dell&#8217;istruzione&nbsp;presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Milano<br>Direttore del CREMIT \u2013 Centro di Ricerca sull&#8217;Educazione ai Media, l&#8217;Innovazione, la Tecnologia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Earl, L. (2012).&nbsp;<em>Assessment as Learning. Using Classroom Assessment to Maximize Student Learning<\/em>. London: Corwin.<\/p>\n\n\n\n<p>Hadji, C. (1992).&nbsp;<em>La valutazione delle azoni educative.<\/em>&nbsp;Tr. it. ELS, Brescia 2017.\n\n<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1122,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[239,424,235,293],"tags":[],"coauthors":[36],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La scuola ai tempi dell&#039;emergenza: le nuove sfide per la valutazione e l&#039;autovalutazione - Valu.E Gate<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/value.invalsi.it\/portale\/magazine\/la-scuola-ai-tempi-dell-emergenza-le-nuove-sfide-per-la-valutazione-e-l-autovalutazione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La scuola ai tempi dell&#039;emergenza: le nuove sfide per la valutazione e l&#039;autovalutazione - 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